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Dallo studio associato all’esperienza del coworking e dello smart working

CoworkTalenti – Dall’organizzazione dello studio professionale all’esperienza del coworking e dello smart working
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Parole chiave quali sharing-economy, smart-working, digitalizzazione e specializzazione delle professioni, impongono nuovi modelli di lavoro professionale e aziendale.

Anche il concetto di studio professionale tende a cambiare, soprattutto per i liberi professionisti, che necessitano di strutture maggriomente flessibili, tramite cui condividere conoscenze e competenze, mediante il confronto con altri professionisti.

CoworkTalenti – Un modello innovativo di studio professionale

CoworkTalenti nasce dall’idea di applicare una metodologia lavorativa, comunemente detta coworking, alle caratteristiche tradizionali di uno studio professionale.

Il coworking, quale modello organizzativo, e lo smart working, quale modalità di lavoro (vedi questo articolo per dettagli), offrono insieme la possibilità di trasformare uno studio professionale dalla forma individuale alla forma aggregata.

Si afferma pertanto un nuovo modello di studio professionale, nel quale ogni singolo professionista può condividere i benefici di una struttura integrata, mantenendo la propria indipendenza.

Coworking o studio associato? Differenze…

Un singolo professionista individuale, magari appena abilitato o che ha deciso da poco di “mettersi in proprio”, ha la possibilità di avviare numerose collaborazioni con altri professionisti, mantenendo la propria organizzazione idividuale, o può considerare di costituire uno studio associato, dando vita a un’organizzazione di professionisti.

Uno studio associato è a tutti gli effetti un’associazione, costituita mediante scrittura privata registrata all’Agenzia delle Entrate e attribuzione di Codice Fiscale e Partita IVA.

Fino ad oggi, per avviare l’attività professionale di uno studio associato è necessaria la costituzione di un soggetto privato ed annesse spese di registrazione. Sono necessari, inoltre, i servizi di un commercialista e gli obblighi relativi alla sicurezza sui luoghi di lavoro (nel caso di uno o più dipendenti).

Un’alternativa allo studio associato è il coworking.

Il coworking è un nuovo modello organizzativo, in rapida affermazione, fondato sulla condivisione di spazi e servizi professionali a disposizione dei professionisti.

Il grande successo che sta riscuotendo è insito nel fatto che non impone alcun vincolo associativo o negoziale tra i professionisti, i quali possono beneficiare dei vantaggi dei servizi e dell’aggregazione con altri professionisti, pur mantenendo la propria forma individuale, di fatto ponendosi a metà tra la forma individuale e la forma associata.

Coworking: meno costi e più servizi

I vantaggi del coworking sono sicuramente legati alla immediatezza della soluzione e all’indipendenza del professionista: dall’oggi al domani il professionista può “affittare una postazione” in un coworking a costi decisamente più contenuti rispetto a qualsiasi ufficio tradizionale.

Affittare un ufficio o una postazione di lavoro in coworking libera l’utilizzatore da costi fissi di struttura che non potrebbero essere modificati facilmente quando la propria attività è condotta in accordo con altri professionisti.

Questo significa che una stanza in uno studio associato composto da 2 vani potrebbe diventare inadeguata per la propria attività e impedire la crescita professionale o l’efficientamento dei costi.

Inoltre il professionista è tenuto a sostenere le spese per beni e servizi necessari alla vita di studio (ad esempio stampante, servizi telefonici, adsl, ma anche una macchina per il caffé, etc) e a curare la gestione.

Il coworking è invece un modello in grado di generare un vantaggio competitivo per il professionista in conseguenza del cosiddetto “effetto sostituzione” del costo delle singole utenze (affitto, condominio, riscaldamento, energia elettrica, telefono e internet, pulizie e forniture), della gestione organizzativa e degli aspetti amministrativi, con un canone di servizio, deducibile fiscalmente, stabilito da un contratto.

Nel coworking si incontrano professionalità e competenze eterogenee, specialmente quando sono presenti professionisti differenti, a vantaggio della condivisione delle conoscenze e dell’arricchimento personale e professionale della propria esperienza.

Non è da trascurare, inoltre, il vantaggio di avere a disposizione una serie di servizi connessi all’uso della postazione di lavoro (ad esempio, una sala riunioni o il servizio di segreteria) che completano l’esperienza professionale e incrementano la qualità del proprio lavoro.

Il contratto di coworking

Il contratto di coworking è composto da elementi tipici del contratto di locazione e dell’appalto di servizi e si configura nella forma di contratto atipico, a titolo oneroso, di concessione d’uso di postazioni di lavoro e servizi aggregati in condivisione, tra un concedente e un utilizzatore.

Il concedente è la persona fisica o la società, proprietaria o locataria di un immobile ad uso commerciale, che mette a disposizione un ambiente di lavoro organizzato per l’attività professionale ed è intestataria dei contratti di fornitura di servizi e utenze, di cui sostiene i costi. L’utilizzatore è la persona fisica che, a fronte di un canone periodico da corrispondere al concedente, fruisce di una o più postazioni di lavoro, a tempo pieno o part-time, alle condizioni pattuite nel contratto di concessione d’uso.

Tutti i professionisti che entrano a far parte di CoworkTalenti sottoscrivono un contratto di durata predeterminata che regolamenta la permanenza presso la struttura, descrivendone i servizi e le modalità di svolgimento dell’attività professionale, in piena autonomia tra le parti.

Conclusioni

Uno spazio pensato ed adattato anche allo svolgimento di eventi e meeting, che incoraggia e favorisce incontri, sinergie e partnership tra professionisti e professionalità diverse. Un coworking è ufficio condiviso già arredato e completo di attrezzature: stampanti, connessione a internet, elettricità, acqua e gas.

A differenza dello studio associato, quindi, non costituisce alcun vincolo associativo con gli altri professionisti e può rappresentare una valida opportunità di crescita dalla forma individuale alla forma aggregata.

Una condivisione senza vincoli societari o associativi che frutta collaborazione rapida ed immediata tra coworkers, ideatori e creatori di prodotti e servizi a costi ridotti (o almeno condivisi) e per questo in costante vantaggio competitivo rispetto ad entità già presenti sul mercato.